Tour virtuale

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La via Ostiense

I sepolcri a colombaio

I sepolcri a camera

1. Ingresso
2. Necropoli della Via Ostiense

Per arrivare agli scavi si percorre Via dei Romagnoli, che da un viale all'altezza del castello di Giulio II, porta alla biglietteria. Entrando nell'area archeologica, la prima cosa che possiamo vedere è la via Ostiense, principale arteria di collegamento tra l' antica Roma e Ostia, lungo la quale si estende un breve tratto dell'antica necropoli. Le tombe, infatti, vennero costruite all'esterno della centro abitato, nel rispetto di antiche norme e tutte nel lato meridionale, per lasciare libera la fascia di terreno vicino al Tevere, considerata suolo pubblico adibito allo svolgimento delle attività connesse al porto fluviale. Nel tempo la necropoli continuò ad estendersi verso sud, ai lati di una via interna; nell'età imperiale con l'aumentare delle tombe, si rese necessaria la pavimentazione di un'altra via parallela a via Ostiense, che fu denominata "via dei Sepolcri". Il logorio dovuto al passare del tempo e all'attività clandestina, di chi nei secoli è passato di qui,  alla ricerca di qualche tesoro, è evidente osservando i resti delle tombe che un tempo venivano ornate da preziose decorazioni. Qui possiamo trovare diversi tipi di sepolture e di sepolcri che si avvicendarono nel tempo: inizialmente prevalse il rito dell'incinerazione, i sepolcri costituiti da recinti a cielo aperto o da monumenti tipo altari; cominciò poi a diffondersi l'inumazione e per l'incinerazione si svilupparono nuovi sepolcri a colombaio, dove nelle nicchie ricavate sulle pareti venivano riposte le olle (contenitori di terracotta per le ceneri); si afferma definitivamente l'inumazione e quindi le tombe si trasformano in camere contenenti sarcofagi di marmo o terracotta, di cui si possono trovare alcuni frammenti vicino le mura della città (cinta sillana).  Il sepolcro più interessante è la Tomba di Ermogene, impiantata su una costruzione precedente. Si trattava di un'appartenente all'ordine equestre, che per l'attività svolta all'interno della città, meritò un funerale a spese pubbliche e gli fu donata una statua equestre nel foro. Lungo la via dei sepolcri tre sono le tombe da segnalare: 1. Tomba n. 17 detta degli "archetti", un colombario, nota per la decorazione della muratura esterna posteriore. 2. Tomba n. 20 detta "colombari gemelli", perchè si tratta di due edifici uguali, con un ambiente rettangolare in comune, al centro, utilizzato per la cremazione. 3. Sarcofago di Carminio Partenopeo, di un personaggio di rango equestre, che fu anche capo della corporazione dei costruttori.


3. Porta Romana e Cinta Sillana
Lasciando la necropoli alle nostre spalle, i resti che ci troviamo di fronte, sono le mura repubblicane e i resti della Porta Romana (porta attraverso la quale la via ostiense entrava nella città); poco prima delle mura c'è il basamento della Salus Augusta, dedicata alla salute dell'imperatore, da un membro della famiglia degli Acilii, una delle più antiche ed importanti di Ostia. Le mura dette anche cinta sillana, perchè in un primo momento fatte risalire all'età sillana, appunto, datate tra l'82 e il 79 a.C., circondavano la città per circa 1800 metri, lasciando libero solo il lato settentrionale, bagnato dal Tevere. Da studi recenti è stata proposta una datazione più bassa per ciò che riguarda la loro edificazione.Nel corpo delle mura si apre la Porta Romana, fiancheggiata da due torri; i pilastri che ne rappresentavano gli stipidi, recano i solchi dove veniva fatta scorrere la saracinesca. I resti della porta si trovano ad un livello inferiore rispetto al livello della via Ostiense. Sono state ritrovate delle iscrizioni, sulle quali è riportata la storia edilizia della porta e delle mura stesse: deliberate dal Senato e dal popolo romano, le mura vennero iniziate da Cicerone (63 a.C.) e completate da Clodio Pulcro. Oltrepassando la porta ci troviamo di fronte uno spazio detto Piazzale della Minerva; qui, infatti, venne trovata una statua di Minerva alata. Secondo recenti studi, durante antichi restauri alle mura e alla porta Romana (documentati dalle iscrizioni sopra dette), la Minerva alata venne riutilizzata per ornare il frontale della porta. Procedendo nel piazzale, troviamo resti di un ninfeo (una grande vasca), utilizzato come abbeveratoio per i cavalli, che consentiva la sosta dei cisiarii (carrettieri che provvedevano anche al collegamento tra Ostia e Roma). Gli edifici che si vedono (sempre nel piazzale), sono i magazzini repubblicani, di cui ora è difficile ricostruire la pianta originale a causa delle trasformazioni subite con i vari lavori effettuati nel corso dei secoli. Inizialmente (I sec. a.C.) il complesso aveva una notevole importanza nell'attività del porto fluviale, ma nel corso dell'età imperiale tutto venne trasformato e modificato; furono costruiti altri edifici tra cui le Terme dei cisiarii.