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Medea

di Euripide

il 26 Luglio, 2012

Dove: Teatro Romano degli Scavi Archeologici di Ostia Antica - Via dei Romagnoli, 717 (00119 - Roma)
Orario: entrata al pubblico 20:00, 20:30 - Inizio spettacolo 21:00
Indirizzo internet: http://www.ostianticateatro.it/
E-mail di contatto: ostianticateatro@libero.it
Costo: vedi www.ostianticateatro.it

Dettagli

regia MAURIZIO PANICI

Interpreti: 
Medea: Pamela Villoresi
Giasone: Massimiliano Franciosa
Creonte: Renato Campese
Egeo: Maurizio Panici
Nutrice: Silvia Budri Da Maren
Messaggero: Andrea Bacci
Prima Corifea: Evelina Meghnagi
 
Tragedia che ci riporta ai problemi delle donne di oggi. Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente e lasciando intravedere nuove possibilità per l'universo femminile. Per la prima volta in una tragedia, il conflitto non è fuori, ma dentro il personaggio.
Medea ci riporta – a partire dai tragici greci – alle donne di oggi. Sono infatti le donne a mettere in discussione la vecchia cultura facendosi portatrici di un nuovo pensiero. Ed è proprio attraverso Medea (figura totalmente inedita e significativa) che Euripide pone all'interno delle rappresentazioni tragiche un elemento di assoluta modernità.
Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità.
Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere ad una ingiustizia: "ecco Medea ....ecco la sventura di una donna" dice di se al termine di un lunghissimo e straziante monologo.
Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine.
In Medea l'azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l'impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza.
Il conflitto per la prima volta in una tragedia non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.

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