Eventi ad Ostia Antica

Calendario eventi > "Caligola" Da Svetonio e Camus

"Caligola" Da Svetonio e Camus

Il teatro di Ostia Antica restituito alla classicità

il 10 Luglio, 2013

Dove: Teatro Romano degli Scavi Archeologici di Ostia Antica - Via dei Romagnoli, 717 (00119 - Roma)
Orario: 21:00
Indirizzo internet: http://www.ostianticateatro.it/
E-mail di contatto: serena.grandicelli@libero.it
Infoline (fisso): 06.56.50.396
Infoline (mobile): 328.87.24.260

Dettagli

M.D.A. Produzioni - ACCADEMIA PERDUTA
VALENTINA CAPONE - CINZIA MACCAGNANO - SEBASTIANO TRINGALI
CALIGOLA
da Svetonio e Albert Camus
Regia e Coreografia Aurelio Gatti

“Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. [...] è vero‚ ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna‚ o della felicità o dell'immortalità‚ di qualcosa che sia demente forse‚ ma che non sia di questo mondo.” 
Testo incentrato sul delirio del potere‚ Caligola fu rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1945. Camus lavorò a questo testo nel corso di vent'anni – dal 1937 fino alla versione "definitiva" pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea‚ filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore. L'opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell'imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con un difetto‚ amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell'imperatore... Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi : costringe a pensare ‚ mette in pericolo la normalità‚... il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura a lungo. In questa sintesi la libertà, perché non sia più soggetta ai ricordi o alle illusioni‚ ma anche la consapevolezza del “vuoto” : Caligola si rende conto di essere vuoto‚ non possiede niente‚ nemmeno la paura della morte dura molto e ciò che gli resta‚ come dice egli stesso‚ è solo “un grande buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni”.

Qualche foto